Scout: una bellissima esperienza per mio figlio

Mio figlio è entrato nel Gruppo Scout Parma 2, quello della nostra parrocchia, dopo un periodo di attesa piuttosto lungo ma finalmente una sera è arrivata la telefonata di “Akela” che chiedeva di incontrarci e conoscerci perché nel gruppo si erano liberati spazi e risorse adeguate per accogliere anche un bambino la cui gestione richiedeva un occhio particolare e qualche attenzione in più. Anzi il gruppo era particolarmente interessato ad accogliere un lupetto diverso, speciale, proprio per fare una esperienza  a 360° di aiuto e solidarietà e per imparare a conoscere e a vivere la diversità accogliendola.

Conoscere lo scoutismo da adulto è stata per me una esperienza entusiasmante.  Ancor più conoscerlo e viverlo attraverso mio figlio che ora ha 17 anni ed ha compiuto il percorso previsto.

L’esperienza prima del branco e poi del reparto, e le uscite di due o più giorni sono state esperienze meravigliose. Per nostro figlio e per noi genitori.  Gli incontri del sabato pomeriggio, prima del branco di lupetti e poi del reparto di esploratori, sono presto diventati un appuntamento molto atteso. Nelle due ore dell’incontro c’è tutto quello che serve: una parte di “discussione” di argomenti, momenti strutturati di giochi e attività organizzate, la merenda, il gioco libero. Situazioni tutte diverse con cui i bambini prima e ragazzi poi devono confrontarsi insieme ai propri pari e guidati da altri giovani poco più che ventenni. Credo che mio figlio qui abbia imparato molto: a stare con gli altri e a comportarsi nel modo più adeguato possibile in tutte queste diverse situazioni, anche a chiedere aiuto e sapere che nelle difficoltà si può e si deve far conto sull’aiuto del prossimo . Per non parlare delle “uscite” : andare fin da piccolo  senza papà e senza mamma, senza educatore  e senza insegnante in luoghi lontani, nelle case scout o addirittura in tenda; dormire nel sacco a pelo insieme agli altri, cucinare e mangiare insieme, fare le camminate e i giochi, anche di notte, cantare  e suonare la chitarra al buio intorno al fuoco… Davvero quanto di più fantastico. Tutto ciò lo ha reso molto felice, gli ha dato sicurezza in sé e negli altri. E gli ha dato i valori: della amicizia, della solidarietà, del coraggio.  Quando è in difficoltà si dice da solo : “sono uno scout, ce la posso fare “.  Penso che queste cose resteranno dentro, profondamente radicate.  Come resteranno indelebili nella memoria i ricordi di momenti felici: la faccia di mio figlio seduto sul pullman in partenza e quella al ritorno da eroe vittorioso, il giorno della promessa, l’uscita di apertura e le tavolate con tutte le famiglie, le messe , i canti e i cori a volte sotto il sole a volte sotto la pioggia, i primi freddi  delle giornate autunnali  scaldate dall’amicizia.  Ad Akela e Bagheera, ai capi del reparto , ai rover , a mamma Rasha, a Kaa, Baloo  va tutta la mia più viva e profonda gratitudine e ammirazione ed un grazie che viene dal cuore per i tanti momenti felici, bellissimi ed emozionanti che hanno regalato a mio figlio ed anche a tutta la famiglia.

Maria Grazia Maccari, genitore

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