Giornata internazionale delle persone con disabilità: fermiamoci ad ascoltare

La sua storia è stata raccontata a “Tu sì que vales”.  E’ la storia di un giovane di 22 anni affetto dalla sindrome di Down, ma questa malattia per lui non è stato un impedimento e ha sempre rincorso i suoi sogni. Da anni, però, lotta contro il bullismo: quando andava a scuola è stato picchiato e minacciato dai suoi compagni, e non solo.

In questi giorni, sarà ospite di alcune scuole di Parma per raccontare la sua esperienza.

Questa è la storia di Marco Baruffaldi, un ragazzo di Castelfranco Emilia (Modena) con una grande passione per la musica: il suo pezzo rap Siamo diversi tra noi è un inno forte contro ogni forma di bullismo, di cui lui stesso è rimasto vittima. “Fin da piccolo sono stato vittima di bullismo. Sono stato maltrattato brutalmente durante il mio percorso scolastico, sia da un bambino che mi ha dato un calcio in mezzo alla fronte e mi ha rotto gli occhiali, sia da un ragazzino che mi picchiava e mi minacciava“. Questa è la storia cruda e drammatica che ci viene raccontata da Marco.

Quante volte ci è capitato di ascoltare una di queste storie? Tante! E tutte forti ed emozionanti. Storie di disabili coraggiosi che fanno della loro forza il mezzo per trovare una strada diversa e migliorare le proprie condizioni di vita.  Affermare che alcuni disabili e le loro famiglie traboccano di risorse ed energia sembra quasi un’ovvietà, ma non è banale: hanno bisogno di essere ascoltati.

Il 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità;  sono stati sostenuti e ricordati i disabili e le loro famiglie per 24 ore, ma di solito sono invisibili, soprattutto ai servizi di assistenza. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si fonda sul principio che nessuno sia lasciato indietro, comprese le persone con disabilità. In particolare, l’Agenda mira a un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali e al miglioramento di tutte quelle strutture che possano permettere un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone.

L’iniziativa di Marco è ancora una volta la dimostrazione che solo ascoltando le  necessità dei disabili e delle loro famiglie si possono ipotizzare modalità di intervento che diano reali risposte ai loro bisogni.

Un augurio per  tutti gli enti che si occupano di disabilità affinché le loro innumerevoli energie si concentrino sull’ascolto di chi vive la disabilità in prima persona, famiglie comprese.

( Franca Guerra)

Un commento

  1. Giustamente tu scrivi che hanno bisogno di essere ascoltati. Aggiungo che hanno bisogno di essere visti. E magari abbracciati, soprattutto abbracciati reciprocamente. Se io abbraccio te e tu non abbracci me, che abbraccio è?

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